giovedì 21 gennaio 2016

Diventare eremita

Pubblico l'intervista a una ragazza che mi ha confidato che desidera diventare eremita.


D.: I mondani pensano che la vita eremitica non serva a nulla, e sia scelta da persone asociali che non sanno vivere in società. Puoi spiegarci qual è lo scopo della vita eremitica?

R.: La vocazione eremitica fa parte di quelle chiamate ad una vita contemplativa che non possono essere qualificate attraverso la categoria dell’utilità. Per questo motivo non solo le persone non credenti, ma spesso anche tante di quelle credenti, fanno fatica a comprenderne il senso, poiché essa non esprime un ministero materiale all’interno della comunità sia ecclesiastica sia sociale. Tuttavia l’eremita non è una persona asociale che desidera fuggire dalla società e dalla vita insieme con gli altri uomini, ma è una persona che riceve da parte del Signore una chiamata particolare a vivere nel silenzio e nella solitudine una più profonda comunione con Lui, rendendosi più vicino ai fratelli attraverso la sua vita di preghiera e totale consacrazione al Signore. Ogni vocazione è un dono, ed è un dono per la persona che la riceve e per tutta l’umanità. Lo scopo della vita eremitica è dunque duplice: dedicarsi esclusivamente alla ricerca del Volto di Dio attraverso una vita semplice di silenzio e solitudine, lavoro e preghiera; intercedere attraverso la consacrazione della propria vita, in unione al sacrificio di Cristo, per l’umanità intera.


D.: Come viene vissuta la giornata-tipo dell’eremita?

R.: La giornata-tipo dell’eremita è trascorsa per la quasi totalità del tempo nel silenzio e nella solitudine all’interno dell’eremo. Qui l’eremita prega e lavora, e accoglie quanti si rivolgono a lui per vivere un momento di preghiera nella solitudine o per ricevere una parola di consiglio. Non esistono degli orari rigidi attraverso i quali si possa delineare la giornata-tipo perché la vocazione eremitica è strettamente personale e ogni eremita discerne insieme al suo direttore spirituale e al vescovo che l’accoglie come strutturare la sua vita, spesso con una regola ma senza una eccessiva rigidità. Possiamo comunque dire qualcosa di più approfondito circa la preghiera, il lavoro e l’accoglienza. Generalmente alla preghiera è dedicato il più ampio spazio nella giornata eremitica. La maggior pare degli eremiti prega la Liturgia delle Ore e dedica ampio spazio alla preghiera silenziosa come la lectio divina, l’orazione e l’adorazione. Il lavoro dell’eremita deve essere compatibile con la sua vocazione, quindi un lavoro che consenta di non allontanarsi dall’eremo e che possa essere svolto nella solitudine e nel silenzio. Vengono privilegiati i lavori manuali quali pittura o scrittura di icone, ricamo, lavoro della terra, qualche lavoretto redazionale fatto al computer e poi consegnato tramite posta elettronica. L’accoglienza è forse il punto in cui si trovano le maggiori differenze: ci sono eremiti che accolgono ogni giorno per qualche ora; altri che scelgono di incontrare più raramente i visitatori; altri che, vivendo in strutture molto grandi, mettono degli spazi a disposizione di chi voglia trascorrere dei periodi di ritiro, naturalmente senza interferire con la vita dell’eremo.


D.: Come si diventa eremita diocesano?

R.: La vita dell’eremita diocesano è regolata dal Codice di Diritto Canonico al §2 del can. 603 (LEV), che qui riportiamo per intero:

Can. 603 - §1. Oltre agli istituti di vita consacrata, la Chiesa riconosce la vita eremitica o anacoretica con la quale i fedeli, in una più rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine, nella assidua preghiera e penitenza, dedicano la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo.

§2. L’eremita è riconosciuto dal diritto come dedicato a Dio nella vita consacrata se professa pubblicamente i tre consigli evangelici, confermandoli con voto o con altro vincolo sacro, nelle mani del vescovo diocesano e sotto la sua guida osserva il programma di vita che gli è propria.

L’eremita diocesano ha dunque come suo legittimo superiore il vescovo della diocesi in cui viene accolto. Per questo, dopo un cammino di discernimento spirituale con una guida e dopo una prima esperienza di almeno qualche settimana di vita eremitica, l’aspirante eremita si rivolge al vescovo della diocesi in cui vorrebbe vivere presentando con semplicità e chiarezza il suo progetto di vita. Sarà il vescovo poi a decidere se accogliere o meno questa forma di vita nella sua diocesi. Nel caso in cui non venga accolto, l’eremita può rivolgersi a qualsiasi altra diocesi. Nel caso invece in cui venga accolto, insieme al vescovo decide in quale luogo andare a vivere e concorda le tappe e i tempi del percorso di consacrazione e prima di pronunciare i voti, nella preghiera e con l’esperienza di vita, scrive la regola che dovrà essere approvata dal vescovo.


D.: Come fanno gli eremiti a sostenersi economicamente?

R.: Non facendo parte di una comunità religiosa, l’eremita deve provvedere da solo al suo sostentamento. La vita eremitica è una vita semplice e sobria, sono tanti gli eremiti che affermano di vivere con circa 200 euro al mese. Alcuni fanno dei lavori manuali che vendono, altri lavorano la terra e si nutrono del lavoro delle proprie mani, altri ancora (la maggior parte) si affidano totalmente o quasi alla Provvidenza, che non fa loro mancare il necessario.


D.: La vocazione eremitica è ancora di attualità, oppure sta scomparendo?

R.: La vocazione eremitica è una delle vocazioni più antiche che la Chiesa conosca. In alcuni periodi è stata più in auge, in altri è quasi scomparsa. Attualmente ci troviamo in un momento di fioritura e nuova diffusione di questa forma di vita che già dagli anni ’50-’60 del secolo scorso ha visto una forte ripresa e con il riconoscimento nel Codice di Diritto Canonico del 1983 ha ricevuto un'agevolazione e una maggiore tutela per la concreta attuazione.


D.: Che cos’è che affascina tanto della vita eremitica?

R.: Senza dubbio della vocazione eremitica ciò che colpisce è la radicalità, la testimonianza di una vita esclusivamente dedicata a Dio. Questo è un primo aspetto che spaventa ma che allo stesso tempo attira in una società che cammina in senso contrario a questo tipo di scelta, in una società in cui sembra sempre più che l’identità della persona sia definita da ciò che si possiede piuttosto che da ciò che si è nel profondo del proprio cuore, da cui spesso si cerca di scappare. La vita eremitica fa proprio l’opposto: la sua semplicità e il suo silenzio spogliano pian piano il cuore e lo rendono libero e accogliente per essere incontrato da Dio, per essere colmato dal Suo amore, per scoprire in questo amore l’unica sorgente e l’unico cibo della propria vita. Un altro aspetto che attira della vita eremitica è la sua povertà, non tanto quella materiale, quanto quella interiore: lasciare tutto e affidarsi totalmente al Padre, come Gesù nel deserto, confidare solo in Lui e rimettere nelle Sue mani la propria vita. Un ultimo aspetto che affascina della vita eremitica è la pace e la serenità d’animo che colmano profondamente il cuore dell’eremita e attirano tante persone a pregare con lui o a chiedere una sua parola di conforto, di consiglio, nella ricerca di quella stessa pace e gioia per cui tutti siamo stati creati e alla quale tutti aneliamo, verso la quale molti sperano di trovare la strada con l’aiuto di chi sembra averla già raggiunta o, quantomeno, vi è da lungo tempo incamminato.

domenica 27 dicembre 2015

Scrivere alle suore di clausura

Le ragazze (dai 18 ai 38 anni) desiderose di approfondire la conoscenza della vita monastica nella spiritualità carmelitana, possono chiedere informazioni alle Carmelitane di Cerreto di Sorano scrivendo all'indirizzo:  carmelitane@gmail.com



venerdì 4 dicembre 2015

Esercizi spirituali per donne

Ecco le prossime date degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di  Loyola organizzati dai Sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Suore Servidoras.



2016

GENNAIO: Salbato 2 a Mercoledì 6   (Tuscania - Lazio) 
APRILE: Giovedì 21 a Lunedì 25   (Tuscania - Lazio) 
GIUGNO: Mercoledì 1 a Domenica 5    (Tuscania - Lazio) 
GIUGNO: Data a da confermare    (Monreale - Sicilia)
LUGLIO: da Giovedì 7 a Domenica 10    (Conversano - Puglia)
AGOSTO: (dopo le Giornate di Formazione)    (Tuscania - Lazio) 


Ricordo che possono partecipare persone di tutte le età, ma sono particolarmente consigliabili a coloro che non hanno ancora eletto nessuno stato di vita. Per ricevere maggiori informazioni è possibile contattare le Suore Servidoras (le suore della foto a lato) all'indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Il disporre l'anima a liberarsi dagli affetti disordinati, e poi il cercare di adempiere la divina volontà circa il modo di vivere per raggiungere lo scopo di salvare l'anima, queste cose secondo S. Ignazio sono da considerare “esercizi spirituali”.

Siate apostoli degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, fateli conoscere ai vostri parenti ed amici! Tanta gente ha cambiato vita grazie alle meditazioni fatte durante gli esercizi ignaziani, i quali durano pochi giorni, ma possono valere un'eternità.

giovedì 5 novembre 2015

Meditazioni mp3

Per scaricare gratuitamente le bellissime meditazioni di Sant'Alfonso Maria de Liguori sullo Spirito Santo nel formato audio mp3: http://mp3cristiani.altervista.org/Spirito_Santo/

domenica 18 ottobre 2015

Non voglio staccarmi dalla Croce

Lettera di una ragazza attratta alla vita monastica.

Caro D.,
            grazie per le tue parole piene di speranza e consolazione! Il Signore ha ascoltato le mie sofferenze riconciliandomi con mia madre [...]. La mia felicita' e il mio stupore nello stesso tempo erano alle stelle!!! Si' il Signore ascolta il grido del povero e dell'oppresso. Ti dico anche che e' stato tramite la recita del Rosario che Lui mi ha dato ascolto e non smetto di ringraziarlo :) .

Purtroppo ieri sera in Cattedrale e' successa un'altra cosa che mi ha fatto veramente male: il ragazzo con il quale ci conosciamo da 3 anni e che fino al mese scorso voleva che uscissi con lui soli soletti (dicendogli sempre no), non mi ha salutato. Mia madre ovviamente uscita dalla Cattedrale voleva sapere il motivo di tanta distanza per l'ennesima volta...Ebbene si', pensavo di innamorarmi di lui ma c'era sempre qualcosa che non mi convinceva e il modo in cui mi parlava lo trovavo strano! Gli avevo anche regalato degli oggetti devozionali ma si inventava sempre scuse rimandando l'occasione di dare un'occhiata e farmi sapere cosa ne pensasse. Ho provato tanta tristezza nel constatare che i ragazzi di oggi tutto pensano tranne che amare seriamente. Anche questa sofferenza che porto nel mio cuore la offro a Lui solo e credo che Lui mi voglia ancora per se'. Lo credo per il semplice fatto che non e' per l'amore terreno che il mio cuore e' stato creato ma per Altro.

[...]

No non voglio staccarmi dalla Croce che Lui ha preparato per me altrimenti la vita non avrebbe un vero senso.

Grazie ancora per le tue parole e la tua preghiera. Prego anche per te. Il cammino, anche se sembra lungo e infinito, e' breve.

Siano Lodati Gesu' e Maria!

venerdì 19 giugno 2015

Trascorrere le vacanze in monastero

I monasteri sono delle oasi di pace nelle quali è molto facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio nella meditazione e nella preghiera. Infatti molte persone decidono di trascorrere un periodo di vacanza in un monastero per poter ritemprare la propria anima. Purtroppo, non tutti i monasteri possono accogliere persone desiderose di fare un ritiro spirituale. Coloro che desiderano trascorrere alcuni giorni in un monastero possono scrivermi per richiedermi gli indirizzi delle comunità monastiche che ospitano donne (sia nubili che sposate) per ritiri spirituali. Per agevolarmi nel rispondere alle vostre numerose e-mail vi chiedo gentilmente di segnalarmi se cercate monasteri nel nord oppure nel sud Italia.  Ecco il mio indirizzo:  cordialiter@gmail.com






martedì 24 marzo 2015

Mi riempie di gioia stare con Gesù

Pubblico una breve lettera che mi ha scritto una ragazza.


Carissimo,
                     volevo aggiornarti su ciò che sto vivendo.

Frequento ancora il bellissimo monastero che mi aiuta ad innalzarmi spiritualmente ma invece che voler capire tutto e subito cosa devo fare nella vita per ora mi limito a conoscere meglio Gesù e attraverso lui il Padre. Mi riempie di gioia stare con Lui e sentirlo vicino tanto che non sento più la necessità di avere un ragazzo a fianco naturalmente c'è ancora tanto da scavare e ascoltare nel silenzio.

Per ora sto per laurearmi a breve! cerco lavoro ma non aspetto altro ogni giorno di poter stare a casa o in chiesa da sola zitta in Sua presenza, uscita da li mi sento trasfigurata e l'amore riempie i primi sguardi, le prime parole. Attendo con gioia di capire.

La pace di Dio,quella che trasforma le nostre vite, sia con te e con i lettori di questo sito.
Maranathà.

Serena giornata a tutti. 

lll

mercoledì 25 febbraio 2015

Riflettere sulla vocazione religiosa


Le donne nubili che vogliono riflettere sulla vocazione alla vita monastica
possono trascorrere dei giorni di riflessione e preghiera 
presso il Monastero delle Monache Carmelitane di Cerreto di Sorano, in provincia di Grosseto (Toscana)

Per informazioni sulla vocazione scrivere al seguente indirizzo    carmelitane@gmail.com


Giorni di Preghiera e silenzio 

Solitaria sul ciglio della via che conduce alla Vita, ti capita di sperimentare la beatitudine dei piccoli quando leggi la tua fragilità come possibilità di incontro con il Signore. Nel deserto: qui è possibile ritrovare il volto di Colui che è, nel deserto del proprio vivere la solitudine di essere ciò che siamo, quando tutto sembra starti stretto perché aneli ad altro, attendi altro. E' così importante fare silenzio per ascoltare la sua voce!! Abbassare i volumi di ogni altro parlare per comprendere la sua volontà!

Quella sete, quella fame, quel torpore dell'inafferrabile, se solo tu allarghi gli spazi dell'attesa, ti salvano dal dissetarti alle paludi di una umanità ferma e ferita nel dispiegarsi della vitalità, dall'avventarti sui bocconi a sorpresa dell'immediato, dall'addormentarti su te stesso, nell'illusione che magicamente qualcosa cambi i tuoi giorni. Sogna pure, se vuoi, ma acqua di torrente che scorre dai monti cristallina e non si ferma a te che bevi ma continua a correre per dissetarti ancora più a valle... acqua di Sorgente!



lunedì 5 gennaio 2015

Stile di vita cristiano

Ti piacerebbe vivere in un luogo immerso nella natura per poter condurre uno stile di vita raccolto e devoto, vivendo più unita a Dio? Leggi questo articolo, cliccando qui.

giovedì 18 dicembre 2014

Trascorrere alcuni giorni in un monastero

Sei donna? Ti piacerebbe trascorrere alcuni giorni in un monastero di clausura? Le case religiose sono delle oasi di pace nelle quali è facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio, fine ultimo della nostra esistenza. Se vuoi trascorrere alcuni giorni in un monastero ti consiglio di contattare le Monache Visitandine di Baggiovara (Modena), scrivendo al seguente indirizzo:   monvisit@virgilio.it

Ecco la testimonianza di una mia lettrice che ha trascorso alcuni giorni di esperienza di vita religiosa tra le Visitandine.


Caro D.,
                 vorrei porgerti la mia testimonianza della partecipazione alla professione temporanea di Suor Maria Paola del monastero della Visitazione di Baggiovara  e del breve ritiro spirituale che la comunità mi ha dato la possibilità di fare. È stata un'esperienza ricca di significato e molto emozionante.  Ho potuto sperimentare come stare cuore a cuore con il Signore dia una grande pace interiore ed un senso alla vita così profondo che ben poche cose nel mondo sono in grado di dare. Nel mondo, soprattutto ai giorni nostri, è molto facile rimanere abbagliati ora da questo ora da quello ed esserne attratti.  Lo spirito del mondo per attrarci fa leva sulle nostre ambizioni personali, sul nostro orgoglio, le nostre emozioni del momento, quindi tutte le nostre fragilità.  Penso che solo chi è veramente in grado di spogliarsi di tutto questo sia in grado di incontrare il Signore affidandosi completamente a lui. Di abbandonare tutti gli appigli e le difese ed abbandonarsi alla sua volontà.
Solo lui sa donare il vero senso alla nostra vita.

Le monache della Visitazione sono dolcissime. Stare con loro è come stare in una famiglia gioiosa. Dall'atmosfera che si vive durante la giornata si percepiscono i loro profondi valori.  La giornata inizia alle 6 con la meditazione, durante questo tempo in cui si vede nascere un nuovo giorno, si crea attraverso il silenzio il contatto ed il dialogo con il Signore.  Questo dà una grande energia interiore che accompagna durante tutta la giornata. Nel chiostro sono affisse delle frasi spirituali, quella che più mi ha attratto durante questi giorni è stata "la vostra forza sta nel silenzio e nella preghiera". Che grande Verità!!!

La giornata prosegue alternando momenti di lavoro, momenti di comunità in cui si sta tutti insieme in armonia, e di preghiera.  Non c'è mai un momento in cui ci si annoia ed al temine del giorno, dopo l'ultima preghiera "Compieta", si sperimenta la pace e la gioia per aver speso bene il proprio tempo avendo nutrito ed essendosi nutriti dell'essenza più preziosa, del Signore.

Grazie Suor Maria Paola! Che il Signore ti accompagni sempre lungo le sue ricche vie!

Un caro saluto in Gesù e Maria,

(lettera firmata)

domenica 26 ottobre 2014

Supporta il blog sulle Suore di Clausura


Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivete all'indirizzo: cordialiter@gmail.com
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Ho aperto questo blog per promuovere le vocazioni religiose alla vita monastica. Inoltre il mio scopo è di far conoscere i buoni monasteri di clausura, cioè dove la vita religiosa si vive in maniera coerente e fervorosa. Per gestire un blog come questo che riceve migliaia visite all'anno è necessario spendere molto tempo e impegnarsi molto soprattutto per rispondere alle numerose e-mail. Chi desidera supportare il blog (è facoltativo) può farlo liberamente tramite bonifico bancario a me intestato, IBAN  IT96S0308301612000000010306 (causale: donazione).


Oppure potete inviare una donazione tramite Paypal.

lunedì 23 giugno 2014

Estate in un monastero di clausura

Le donne che aspirano ad abbracciare la vita monastica, ma che durante l'inverno studiano o lavorano, possono approfittare dell'estate per andare a trascorrere qualche settimana in monastero,  e fare un'esperienza vocazionale. Così possono verificare se sono portate o no per la vita contemplativa.

Tra gli Ordini religiosi contemplativi mi piace molto l'Ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales e da Santa Giovanna Francesca di Chantal. La spiritualità visitandina si basa sull'umiltà verso Dio e sulla dolcezza verso il prossimo. I Fondatori vollero che l'Ordine permettesse a tutte le donne di poter abbracciare la vita monastica, anche a quelle con più di 40 anni e quelle che non hanno una salute di ferro.

Diverse lettrici del blog hanno fatto un'esperienza vocazionale presso il la Visitazione di Baggiovara (Modena), e mi hanno parlato in maniera molto positiva di questa comunità monastica. Chi volesse mettersi in contatto con le Visitandine del monastero di Baggiovara, può scrivere al loro indirizzo di posta elettronica: monvisit@virgilio.it  Le visitandine saranno liete di ospitarvi e aiutarvi a discernere la vostra vocazione.

Chi fosse interessata ad altre spiritualità monastiche, oppure a monasteri situati in altre regioni, può richiedermi gli indirizzi scrivendo alla mia e-mail: cordialiter@gmail.com




domenica 20 aprile 2014

Perché la clausura oggi?

Pubblico uno scritto delle Monache carmelitane di Cerreto di Sorano (Grosseto). Chi volesse contattarle può scrivere all'indirizzo: carmelitane@gmail.com


Perché la clausura oggi? 

Dal silenzio della mia cella, dove sola, mi intrattengo in intima conversazione con l’Amico, desidero raggiungere il tuo cuore per raccontarti, quasi come una  modesta amanuense dello Spirito, ciò che nell’oggi della storia, Dio sogna per me e per tutte quelle donne che Lui sceglie, attrae solo a sé e innesta stabilmente nel solco, tinteggiato dalla fantasia creativa di uno specifico carisma, della vita contemplativa.

La clausura è un giardino, un monte, un pezzetto di cielo ben piantato a terra,  una Betania per cuori semplicemente umani, ordinari, comuni, ma cuori di amiche di Dio accovacciate ai  suoi piedi, senza specifica occupazione, docili al Suo: “Porro unum necessarium est” (Lc 10,42). Né poesie di angeli senz’ali, né romanzi di capinere … semplicemente donne amate in ascolto  …. Oggi come in ogni ieri e in ogni domani che il tempo genererà, donne con un misterioso perché, pronte, col Suo aiuto, al paradosso del tirarsi fuori da tutto per consumare gioiosamente e amorosamente l’olocausto del proprio io, macinarlo, come grano, nel mulino dell’umile ferialità, con l’esultanza e lo slancio del cuore di appartenerGli in toto, senza se e senza ma.

Ma perché la clausura?  

Perché quando Lui passa sulla riva della tua vita e ti incanta con il suo sguardo di amore infinito, ogni cosa, anche bellissima, non ti appaga più e tu vuoi soltanto un incontro esistenziale, interpersonale, totalizzante con Lui, Parola di vita, da cui ti senti afferrata … Lo abbiamo trovato (Gv. 1,41.45); convocata .“cor unum et anima una” (Atti 4,32-35); colpita,  sconvolta nell’intimo, trasformata. 

E ti accorgi che la fede non è una teoria, un'opinione su Dio e sul mondo ma l'impatto dell'amore di Dio sul  tuo cuore che Gesù conquista senza sapergli o potergli resistere, nonostante ti prospetti rinnegamento di sé e croce .

La vita claustrale realizza la parabola dell’uomo che corre contento a vendere tutti i suoi beni per acquistare il campo in cui ha trovato il “tesoro nascosto” (Mt 14, 44). 

Il “perché la clausura”, allora, è in realtà un “per Chi”, è una Persona, Gesù, che ci viene incontro, che affascina il cuore e riempie la vita … solo per Lui trovi il coraggio di lasciare ogni cosa … e ti destrutturi, sconvolgi la tua esistenza anche già donata e vissuta al Suo servizio, per gettarti in un’avventura che fa intravedere una pienezza d’amore e una gioia, infinitamente più grande di quella che già possiedi. Una gioia irrorata dalle lacrime dell’offerta silenziosa e feconda, della rinuncia al proprio pensiero, alle proprie opinioni, alla propria creatività, alla propria fantasia, alla propria iniziativa, alla propria preparazione, al proprio sapere, alle proprie competenze …, bagaglio fino ad ora messo serenamente e gioiosamente a Sua disposizione nel solco di un carisma educativo, ma ora consegnato al terreno del silenzio per una gioia che trabocchi sui cuori dei giovani, per i quali proprio nella non-appariscenza, senza rumore, nascondendomi, tacitamente, esisto per essere spazio di silenzio in cui risuona la Sua voce; silenzio che fa i conti con l’infiltrarsi del non senso, del dolore gratuito, della fatica nell’affidarsi; silenzio dei deboli  e dei piccoli,  silenzio offerto a Dio umilmente, perché i giovani cerchino e trovino il loro orizzonte di  speranza e di senso.

lunedì 24 marzo 2014

La clausura

Pubblico un post scritto da Laudem Gloriam.

Una delle domande più frequenti che viene fatta ad una monaca di clausura, è: "Ma non ti viene voglia, ogni tanto, di farti una passeggiata fuori?.." Solitamente la domanda è posta anche con un certo imbarazzo, tanto che, per cercare di tranquillizzare la persona che si ha di fronte, solitamente la monaca risponde con un sincero sorriso fraterno: "No, non sento il bisogno di farmi la passeggiata al centro storico o roba simile. Ho tutto qui, perchè dovrei fare quattro passi altrove?"
L'interlocutore medio, vincendo l'imbarazzo, incalza: "Bhè, per svagarsi, prendersi una vacanza...! Ogni tanto, bisogna pur cambiare panorama. Io soffocherei lì, sempre tra quattro mura, 24 ore al giorno!"

A questo punto, si apre un bivio: o la persona dall'altra parte desidera sinceramente accogliere la tua risposta e continuare il dialogo -anche se si è coscienti che, molto probabilmente, non la comprenderà pur rispettandola-, o la monaca deve avere la sensibilità di comprendere che, per il momento, tanto basta al laico che fissa con commiserazione quelle "matte" chiuse tra mura di cemento fino alla morte.

E' questo uno dei misteri più incomprensibili nella vita carmelitana, che non viene capito fino in fondo, perchè non lo si vive sulla propria carne. Ma io, che l'ho vissuto sulla mia, proverò a dirvi qualcosa di quel segreto inesprimibile, di cui bisogna fare esperienza diretta, anzichè spenderci parole su parole.

"Ho rubato gelosamente anche il tuo spazio e il tuo tempo, perchè anche questi ultimi siano sempre Miei, da vivere con Me, in Me, di Me. Io sono il tuo Spazio, e Io sono il tuo Tempo": potrei riassumere con queste parole, messe sulla bocca di Gesù, la vocazione monastica claustrale, con clausura papale (poichè non tutti gli Ordini monastici hanno questa regola particolare).

Ci sono poi, a livello giuridico-ecclesiastico, diversi tipi di clausura, ma quella più "stretta", la "clausura papale" è propria del Carmelo femminile. Ciò comporta, tecnicamente, che le uscite dal Carmelo sono solo per motivi elettorali, di salute, per corsi di formazione interni all'Ordine del Carmelo, o per assistere i genitori negli ultimi istanti prima della loro partenza per il Cielo. Altre motivazioni oltre queste sono rare, e richiedono un'autorizzazione (o della Priora o, per le uscite più lunghe, dal Provinciale).

Faccio queste precisazioni per spiegare meglio le "ideali" parole che Gesù pronuncia su ogni Sua Sposa al Carmelo.Difatti, nell'offerta totale di sè a Cristo, in quell'impeto d'Amore, non gli si dona solo la propria esistenza (voto di obbedienza), i propri beni materiali (voto di povertà), il proprio affetto (voto di castità), ma si dona anche il proprio spazio, delimitandolo, e il proprio tempo, perchè è tutto consacrato alla preghiera e al lavoro (in Coro una Carmelitana passa circa 6 ore al giorno, tra Orazione, Liturgia delle Ore e Messa, il resto è strettamente organizzato).

Questa limitatezza di spazio, fa scoprire come, fino a quel momento, nel mondo, si era vissuto giorno dopo giorno, luogo dopo luogo, con una certa superficialità. Perdavamo l'attenzione in tante cose e dettagli, in novità, in particolari esperienze e sensazioni, ad iniziare dalla spesa con le casse del supermercato ad alto volume etc.

In clausura, invece, dove vi è silenzio e quiete, e non ci sono particolari novità nè cambiamenti di luogo, nè esperienze esternamente nuove, con naturalità e pace si scende nell'intimo di se stessi, del proprio cuore a Cuore con Lui, non distratte più da nulla, non più strattonate da pubblicità e desideri di consumo, nè nient'altro che ci affolli con il suo chiasso l'immaginazione.

La clausura è la totale povertà, perchè si cede al dolcissimo Signore anche la ricchezza del passeggiare per i boschi, la ricchezza della libertà di uscire a prendersi un gelato con le amiche in riva al mare, la ricchezza del comprarsi il biglietto al cinema per l'ultimo kolossal di Hollywood. Ma non è una rinuncia austera e penitenziale! Tutt'altro! Si cedono queste fragili ricchezze della propria -altrettanto fragile- libertà, per fissarsi in Dio, e solo su di Lui, e la propria vita diventa felicemente semplicissima, perchè si può riassumere in una sola parola: "Amore!", Dio-Amore e Amore verso gli altri, e nient'altro.

In Dio c'è tutto, amplificato all'infinito! "Dio solo basta", disse la Santa Madre Teresa d'Avila, e ogni ragazza che varca la porta del Carmelo, ripete con la propria vita quanto disse Teresa mezzo millennio fa.

In Cristo, Acqua della vera e perfetta Gioia,
Laudem Gloriam

giovedì 13 marzo 2014

Monache Carmelitane di Ostuni

Pubblico la testimonianza vocazionale di una Monaca Carmelitana del monastero di Ostuni (Brindisi). Coloro che desiderano contattare le Carmelitane di Ostuni, possono scrivere al seguente indirizzo:       carmelitaneostuni@alice.it
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Dopo un lungo cammino di formazione e di discernimento, la comunità delle Monache Carmelitane di Ostuni(BR), ringrazia con me il Signore per tutte le meraviglie compiute in questi otto anni, plasmandomi come il vasaio lavora la creta per avere un bel vaso, così il Signore ha fatto con me, dal giorno in cui entrai in questo Carmelo. Ora ho scelto per sempre di essere la sposa del mio amato Gesù in una vita nascosta e dedita alla preghiera, al lavoro, al silenzio e alla contemplazione a favore di tutta la Chiesa e di ogni fratello sparso nel mondo.

Ho emesso la professione solenne il 30 marzo 2008 nella festa della Divina Misericordia.
Il Signore mi ha dimostrato ancora una volta che la sua misericordia è molto più grande della mia fragilità e del mio essere peccatrice.

Grande è stata la mia emozione quando il nostro vescovo Mons. Rocco Talucci mi ha chiesto se volevo consacrarmi per sempre a Dio e quando mi sono prostrata per terra e nel momento in cui il vescovo mi ha consegnato l’anello segno del mio matrimonio spirituale con il Signore Gesù. Tremavo, ma ero felice di aver consegnato per sempre me stessa a Dio, alla mia comunità, alla Chiesa e in quell’istante ho pregato molto per tutti i giovani che sono in ricerca perché abbiano il coraggio di dire di SI a Gesù.

In tutti questi anni mi sono sentita indegna del grande dono che il Signore stava per farmi, ma la gioia era talmente forte che non mi ha fatto pensare più alla mia indegnità, ma all’amore che Lui ha per me e io per il Signore e che da quel momento saremmo diventate una cosa sola. La comunità mi ha aiutato nel cammino di ascesi e di trasformazione provando in tutti i modi la mia vocazione e facendomi crescere nel rapporto intimo con Gesù e la sua Parola, perché divenisse l’unica fonte della mia vita spirituale, umana e contemplativa a contatto con le consorelle la cui diversità di carattere e di formazione ha arricchito la mia personalità. La vita del Carmelo è un andare contro corrente, è un invito a salire verso la montagna dell’umiltà, dell’amore, della solitudine che viene riempita dall’amore di Cristo che mi ha amato per primo e che appaga il mio cuore, rendendomi veramente libera: Con la professione solenne non sono arrivata alla santità, ma mi sento più responsabile della salvezza di tanti fratelli, dei sacerdoti che contano sulla mia preghiera-azione, sulla sofferenza silenziosa per le vocazioni e per essere luce per chi si dispera e cerca Dio.
La mia vera gioia è essere tutta di Gesù nel Carmelo. Usando le parole di S. Teresa di Gesù Bambino posso dire: “Ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, o mio Dio, me l’hai dato tu. Nel cuore della Chiesa mia madre, io sarò l’amore…così sarò tutto” (man. B. 3V). Ora sono veramente ricca.

Dico a te ragazza, sfidiamo i nostri cuori, assetati di legami autentici d’amore e feriti da illusioni e tradimenti, a dare fiducia a Gesù che, anche a noi, oggi, si rivela come la Via che ci svela l’unica Verità capace di donare la Vita.

Se ti accorgi che Gesù ti chiama, non dire subito no, cerca una comunità dove ti puoi confrontare, se vuoi puoi scriverci o veni a trovarci per un colloquio o se vuoi fare un’esperienza, noi ti accoglieremo tra noi per un periodo di discernimento. Non avere paura di affidare la tua vita a Colui che è L’Amore vero.


                                                                                         Sr. M. Agnese di San Giuseppe