Per chiedere informazioni all'autore del blog, oppure per chiedere indirizzi di buoni conventi e monasteri, scrivere a: cordialiter@gmail.com

domenica 11 dicembre 2016

Il proprio santo patrono del 2017

In molte comunità religiose vige l’usanza di sorteggiare ogni anno il santo patrono a cui affidarsi in modo speciale. Mi è venuta in mente l’idea di fare la stessa cosa per noi fedeli laici che per mezzo del blog formiamo una sorta di “comunità virtuale”. 

Se ad esempio 100 persone mi comunicheranno di voler partecipare al sorteggio, inserirò in un sacchetto 100 nomi di santi, e poi estrarrò a sorte un bigliettino per ogni partecipante, il quale si impegnerà (senza nessun obbligo di coscienza) a venerare in modo particolare il proprio santo patrono del 2017, chiedendo spesso la sua protezione, pregandolo quotidianamente, leggendo il suo profilo biografico, imitando le sue virtù, ecc. Lo ripeto, questa iniziativa non comporta nessun obbligo di coscienza, pertanto se un partecipante si “dimenticasse” di venerare in modo speciale il proprio patrono, di pregarlo quotidianamente, di leggere la sua biografia, ecc., non commetterebbe né peccato grave né veniale. 

Essendo un’iniziativa a carattere puramente spirituale, per iscriversi non bisogna pagare assolutamente nulla (ci mancherebbe altro!). Chi volesse partecipare al sorteggio può scrivermi all’indirizzo:  cordialiter@gmail.com

venerdì 23 settembre 2016

Esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola

Ecco le prossime date degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio organizzati dall'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Servidoras.

UOMINI:

2016

- Dal 28 ottobre al 1 novembre
- Dal 7 all'11 dicembre 
- Dal 26 al 30 dicembre

2017

- Dal 21 al 25 aprile
- Dal 7 all'11 agosto


DONNE:

2016

- Dal 28 ottobre al 1 novembre
- Dal 26 al 30 dicembre


2017

- Dal 2 al 6 gennaio
- Dal 21 al 25 aprile
- Dal 31 maggio al 4 giugno
- Dal 7 all'11 agosto


Ricordo che possono partecipare persone di tutte le età, ma sono particolarmente consigliabili a coloro che non hanno ancora eletto nessuno stato di vita. Per ricevere maggiori informazioni è possibile contattare Padre Pablo Scaloni telefonando al numero 340-7896848 oppure scrivendo all'indirizzo pabloscaloni@ive.org

Le donne possono ricevere maggiori informazioni anche scrivendo alle Servidoras all'indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Il disporre l'anima a liberarsi dagli affetti disordinati, e poi il cercare di adempiere la divina volontà circa il modo di vivere per raggiungere lo scopo di salvare l'anima, queste cose secondo S. Ignazio sono da considerare “esercizi spirituali”.

Siate apostoli degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, fateli conoscere ai vostri parenti ed amici! Tanta gente ha cambiato vita grazie alle meditazioni fatte durante gli esercizi ignaziani, i quali durano pochi giorni, ma possono valere un'eternità.

domenica 10 luglio 2016

Blog cristiano

Consiglio di visitare anche un altro mio blog sulla "Messa in latino" e la spiritualità cristiana: http://cordialiter.blogspot.it/



















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mercoledì 1 giugno 2016

I miei blog hanno bisogno di voi!

I miei blog religiosi in italiano e in lingue straniere ricevono in totale circa mille visite giornaliere. Diverse persone mi hanno confidato di sentirsi edificare l'animo nel leggere i post che pubblico. L'enorme lavoro che c'è dietro a tutto ciò richiede un sacco di tempo e fatica. Ma chi è il mio "editore"? Siete voi lettori-sostenitori! No, non è un modo di dire, è la realtà. Infatti senza il vostro aiuto economico dovrei abbandonare i miei blog, come hanno fatto tanti altri blogger. A tal proposito pubblico uno scambio epistolare tra me e Maristella, la quale con delle libere donazioni sostiene il lavoro che sta dietro ai blog.


Carissima sorella in Cristo,
                                             ancora una volta sento il dovere di scriverti per ringraziarti per l'ennesimo contributo che mi hai generosamente donato. I soldi che mi hai inviato equivalgono ad alcune ore del tuo lavoro che devolvi a me per consentirmi di continuare a dedicare innumerevoli ore alla gestione dei miei blog. Pur essendo un estraneo (non ci siamo mai neppure incontrati di persona), mi tratti con tanta carità e mi consideri davvero tuo "fratellino" adottivo. Sono colpito da tutto ciò che fai per me in maniera disinteressata. C'è da commuoversi nel constatare che in questa spietata società materialista ed egoista, esistono ancora persone cordiali, caritatevoli e fraterne come te.

Gesù nel Vangelo ha promesso una ricompensa persino a chi darà un bicchiere d'acqua ai suoi discepoli. E tu mi hai donato molto più di un bicchiere d'acqua! Io non so se il Signore ti ricompenserà con beni materiali (salute, carriera, difesa dalle sciagure, ecc.) oppure con beni spirituali (contrizione del cuore, consolazioni spirituali, morte in stato di grazia, suffragi alle anime del purgatorio alle quali sei legata da legami parentali o affettivi, conversione dei tuoi parenti, ecc.), tuttavia è certo che Dio non si lascia vincere in generosità da nessuno, pertanto ricompensa abbondantemente ogni nostra opera buona.

Insomma, nessuno "paga" bene tanto quanto la Santissima Trinità. Penso che le donazioni che quasi mensilmente mi invii siano molto più "remunerative" rispetto a qualsiasi altro investimento economico (per non parlare poi del rischio di incorrere in qualche sciagura finanziaria come quelle che negli ultimi mesi hanno flagellato tanti incolpevoli investitori, tra i quali gli azionisti di Banca Etruria, Banca Popolare di Vicenza, e altre società... sarebbe stato meglio se avessero "investito" i soldi in opere pie anziché perderli nel mondo dell'alta finanza).

Se tante persone, anche grazie ai miei blog, hanno abbracciato la vita consacrata, e molte altre, pur essendo rimaste nel mondo, hanno tratto giovamento spirituale leggendo gli scritti che pubblico, il merito devo condividerlo con coloro che mi hanno aiutato a poter realizzare quest'opera sul web che ormai ha totalizzato oltre 2 milioni di visite. Senza il vostro aiuto economico (purtroppo, voi lettori-sostenitori non siete in molti) temo che avrei dovuto abbandonare i miei blog (come hanno fatto tanti altri blogger) già da diverso tempo, poiché non si possono dedicare molte ore al giorno a rispondere alle e-mail e a preparare i post (a meno che un blogger non è in pensione oppure dispone di un ingente patrimonio con cui vivere di rendita).

Un altro motivo per cui ti sono grato è che tu quando mi scrivi non mi rattristi, anzi mi tiri su il morale con la tua letizia cristiana e la tua devozione. Sei proprio una vera amica spirituale!

Grazie di cuore!

Cordialiter

P. S. Grazie anche per i libri sul grande Cardinale Schuster che mi hai regalato!



Carissimo fratello in Cristo, 
                                              ancora una volta sono io che ringrazio te (…), il tuo blog è più unico che raro e per me è una grande gioia poterti aiutare anche materialmente. Anni fa avevo perso il lavoro e so molto bene cosa significhi non poter contare su un reddito fisso. Tu hai avuto questa vocazione all'apostolato e io sono convinta che sia giusto che noi cattolici che si riconosciamo nella Tradizione ti diamo il nostro contributo, in modo da poter permettere a te di continuare a diffondere la Fede e a coltivare i meravigliosi fiori delle vocazioni religiose.

Io credo che amministrare saggiamente il patrimonio familiare, senza dimenticare di fare il bene sia un compito indispensabile per le spose e le madri cristiane. (...) Il denaro è un mezzo, mai un fine: va impiegato con timore di Dio, con saggezza. Quanti disastri sia con l'avarizia che con gli sperperi! Le persone perdono la pace, cadono in preda al peccato... famiglie e aziende vengono travolte.

Spero sinceramente che il Signore, nelle Sue infinite bontà e giustizia, mi ricompensi con doni spirituali, desiderando io sempre più distaccarmi dal mondo per vivere sempre più vicina a Lui. (...) Sto chiedendo al Signore il dono e la grazie di riuscire sempre di più a rendere ogni mio gesto, ogni mia azione, un rendimento di grazie e una preghiera. Cerco di pregare mentre viaggio sull'autobus, lavorando e sbrigando le faccende di casa, guidando l'auto, dialogando con le persone. Lui si fa vicino a me e mi dona la pazienza, la calma, il sorriso; mi suggerisce buone azioni e parole di conforto. Mi aiuta a cercare di comportarmi come Maria: nella preghiera, nel lavoro, nei piccoli sacrifici, nel silenzio, nel custodire nel cuore tante persone, parole, situazioni. Sbaglio e cado spesso: cerco di chiedere subito perdono e di ripartire con il Signore che si china su di me e mi rialza.

Mi abbandono nelle mani del Signore, con pazienza e letizia. Lui mi ama immensamente: per me che sono polvere e cenere ha sparso il Suo sangue, ha sopportato una morte atroce. Lui non mi abbandonerà mai. Lui vuole il mio bene.

Dio ti benedica, illumini e rischiari sempre il tuo cammino, ti custodisca all'ombra delle Sue ali.

Nei Cuori Immacolati,
tua sorella Maristella


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I lettori che apprezzano il blog e che hanno un reddito che consente loro di vivere dignitosamente, cioè non si trovano in situazioni economiche “difficili” (precari, studenti, disoccupati, cassintegrati, sfrattati, ecc.), se non lo hanno già fatto in passato, spero che possano prendere in considerazione l'opportunità di inviarmi un libero contributo (anche modico) tramite Paypal o bonifico bancario, per aiutarmi affinché io possa dedicare il tempo necessario per continuare ad aggiornarlo ogni giorno e rispondere alle numerose e-mail dei lettori. Supplico la Santissima Trinità di ricompensare con la grazia della perseveranza finale tutti coloro che desiderano sostenere il mio impegno sul web (dal 2008) per la maggior gloria di Dio.


Per bonifici bancari a me intestati, IBAN    IT96S0308301612000000010306    (causale: donazione).

Chi invece preferisce usare Paypal:


Per ulteriori informazioni: cordialiter@gmail.com


Ringrazio tutti di cuore!

martedì 26 aprile 2016

Sposarsi o diventare suora?

Riporto il testo di un interessante scritto di Sant'Alfonso Maria de Liguori, rivolto ad una ragazza in ricerca vocazionale. Il tono appassionato ed evangelico è tipico di questo grande  vescovo cattolico. Preciso solamente che per agevolare la lettura ho tradotto i termini desueti e ho eseguito alcuni piccoli ritocchi. Il titolo originale della lettera è: "Avvertimenti ad una donzella che sta in dubbio dello stato che ha da eleggere".

Sorella benedetta, voi state deliberando quale stato di vita dovrete prendere. Io vi vedo agitata, perché il mondo vi vuole per sé con prender marito; anche Gesù Cristo vi vuole per sé con farvi monaca in qualche monastero osservante. Badate che da questa decisione che dovete prendere dipende la vostra salvezza eterna; quindi vi raccomando di pregare ogni giorno il Signore: e cominciate a farlo adesso che leggete il presente scritto, affinché vi dia luce e vigore di eleggere quello stato che è più giovevole a salvarvi; affinché non abbiate poi a pentirvi dell'elezione fatta per tutta la vostra vita e per tutta l'eternità, quando non vi sarà più rimedio all'errore. Esaminate poi che cosa può meglio giovarvi e rendervi felice: se l'avere per vostro sposo un uomo di terra o Gesù Cristo figlio di Dio e re del cielo; riflettete su chi di costoro vi pare sposo migliore e quello eleggete. La vergine s. Agnese era di tredici anni, e perché era bellissima, si vedeva amata da molti: fra gli altri si presentò a volerla per sposa il figlio del prefetto di Roma; ma ella pensando a Gesù Cristo, che la voleva per sé, rispose a quello: Io ho trovato uno sposo che è migliore di voi e di tutti i re della terra; quindi non posso cambiarlo con altri. E per non cambiarlo preferì perdere la vita a quella tenera età, e morì contenta, martire per Gesù Cristo. Lo stesso rispose la santa vergine Domitilla al conte Aureliano che era un gran signore; ed anch'essa morì martire, bruciata viva per non lasciare Gesù Cristo. Oh quanto si trovano adesso contente in cielo queste sante fanciulle per aver fatta questa buona elezione, e saranno contente per tutta l'eternità! La stessa beata sorte capiterà a tutte le ragazze che lasciano il mondo per darsi a Gesù Cristo. Esaminate poi le conseguenze dello stato di chi elegge il mondo e di chi elegge Gesù Cristo. Il mondo vi offre i beni della terra, robe, onori, spassi e piaceri. Gesù Cristo al contrario vi presenta flagelli, spine, obbrobri e croci, giacché questi furono i beni che egli scelse per sé in tutti i giorni che visse su questa terra; ma vi offre poi due beni immensi che non può darvi il mondo, cioè la pace del cuore in questa vita ed il paradiso nell'altra. Inoltre, prima che decidiate quale stato prendere, è necessario che pensiate che l'anima vostra è eterna, e quindi dopo la presente vita, che presto finisce, nell'istante della morte dovrete passare all'eternità, in cui, entrata che sarete, vi sarà dato quel luogo di pena o di premio che avrete meritato con le opere della vostra vita. Sicché in morte, in quella prima casa che vi toccherà ad abitare, o di vita eterna o di eterna morte, ivi dovrete stare per tutta l'eternità, o salva per sempre e felice in mezzo ai gaudi del paradiso, o per sempre perduta e disperata in mezzo ai tormenti dell'inferno. Pensate pertanto che tutte le cose di questo mondo presto dovranno finire. Felice chi si salva, misero chi si danna! Ricordatevi sempre di quella gran massima detta da Gesù Cristo: Che giova all'uomo guadagnare tutto il mondo e perdere l'anima? Questa massima ha spinto tanti cristiani a chiudersi nei chiostri o ad intanarsi nei deserti, e tante donzelle a lasciar il mondo per darsi a Dio e fare una santa morte. Al contrario, considerate la misera sorte che è toccata a tante dame, a tante principesse e regine, che nel mondo sono state servite, lodate, onorate e quasi adorate: ma se le misere si son dannate, che cosa giovano loro nell'inferno le tante ricchezze, le tante delizie e i tanti onori goduti, se non pene e rimorsi di coscienza che le tormenteranno per sempre, mentre Dio sarà Dio, senza veder mai alcun riparo alla loro eterna rovina? Ma diamo ora un'occhiata ai beni che dà il mondo in questa vita a chi lo segue, e ai beni che dona Dio a chi lo ama e per suo amore lascia il mondo. Promette il mondo grandi cose ai suoi seguaci; ma chi non vede che il mondo è un traditore che promette e non mantiene? Ma quantunque mantenesse le sue promesse, quali sono i beni che dà? dà beni di terra. Ma dà la pace, la vita felice che promette? no; perché tutti i suoi beni allettano i sensi e la carne, ma non contentano il cuore e l'anima. L'anima nostra è stata creata da Dio per amarlo in questa vita e goderlo nell'altra; onde tutti i beni della terra, tutte le delizie e tutte le sue grandezze vanno fuori del cuore, ma non entrano nel cuore, che solo Dio può contentarlo. Anzi Salomone chiamava tutti i beni mondani vanità e bugie che non contentano il cuore, ma lo affliggono: Vanitas vanitatum et afflictio spiritus. Ed infatti l'esperienza dimostra che chi più abbonda di tali beni, vive più angustiato ed afflitto. Se il mondo contentasse coi suoi beni le principesse, le regine, a cui non mancano spassi, commedie, festini, banchetti, bei palazzi, belle carrozze, belle vesti, gioie preziose, servi e damigelle che le servono e fanno loro corteggio, tutte queste signore sarebbero contente. Ma no; s'ingannano gli altri che le credono contente: domandate loro se godono piena pace, se vivono pienamente contente; che vi risponderanno? Che pace, che contente! Ciascuna di loro vi dirà che fa una vita infelice e che non sa che cosa sia la pace. I maltrattamenti che ricevono dai mariti, i disgusti che sono dati loro dai figli, le gelosie, i timori, i bisogni della casa le fanno vivere fra continue angustie ed amarezze. Ogni donna sposata può dirsi martire di pazienza: ma se ha pazienza; altrimenti patirà un martirio in questo mondo ed un martirio più penoso nell'altro. Quando altra pena non vi fosse, i soli rimorsi della coscienza basteranno a mantenerla continuamente tormentata, perché vivendo ella attaccata ai beni terreni, poco pensa all'anima, poco frequenta i sacramenti, poco si raccomanda a Dio; e priva di tali aiuti per viver bene non può vivere senza peccati e senza continui rimorsi di coscienza. Ed ecco che tutte le promesse di divertimenti fattele dal mondo diventano amarezze e timori della sua dannazione. Povera me! dirà, che ne sarà di me nell'ora della mia morte con questa vita che conduco, lontana da Dio e con tanti peccati, andando sempre di male in peggio? Vorrei ritirarmi a fare un poco di orazione, ma le faccende della famiglia e della casa non me lo permettono: vorrei sentir le prediche, confessarmi, comunicarmi spesso, vorrei frequentare la chiesa, ma mio marito non vuole; spesso mi manca l'accompagnamento necessario e gli affari continui, la cura dei figli, le visite e tanti intrighi che non mancano mai mi tengono chiusa in casa: appena nei giorni di festa posso assistere a una messa. Pazza me, che ho voluto sposarmi! mi potevo far santa nel monastero! Ma tutti questi lamenti a che servono, se non ad accrescerle la pena, vedendo di non essere più a tempo di cambiar la scelta che fece di restare nel mondo? E se le sarà amara la vita, più amara le sarà la morte. Allora vedrà intorno al letto le serve, il marito, i figli che piangono; ma tutti questi non le saranno di sollievo, bensì di maggiore afflizione; e così afflitta, povera di meriti e piena di timori per la sua eterna salute dovrà andare a presentarsi a Gesù Cristo che l'ha da giudicare. Al contrario una monaca che ha lasciato il mondo per Gesù Cristo quanto si vedrà contenta vivendo in mezzo a tante spose di Dio ed in una cella solitaria lontana dai disturbi del mondo e dai pericoli continui e prossimi che vi sono, per chi vive nel mondo, di perdere Dio! E quanto più si troverà consolata in morte nell'avere spesi i suoi anni in orazioni, mortificazioni ed in tanti esercizi di visite al sacramento, di confessioni, di comunioni, di atti di umiltà, di speranza, di amore verso Gesù Cristo; e quantunque il demonio non lasci di atterrirla con la vista dei difetti da lei commessi nella sua fanciullezza, però lo Sposo Celeste, per cui ella ha lasciato il mondo, ben saprà consolarla; e così piena di confidenza morirà abbracciata col crocifisso, che la condurrà nel cielo a vivere in eterno beata. E così, sorella benedetta, giacché dovete scegliere lo stato della vostra vita, scegliete quello che vorreste aver scelto nell'ora della morte. In quell'ora, ognuna che vede terminare la sua presenza nel mondo, dice: Oh mi fossi fatta santa! Oh avessi lasciato il mondo e mi fossi data a Dio! Ma allora quel ch'è fatto è fatto; altro non resta che spirare l'anima ed andare a sentir Gesù Cristo che dirà: Vieni, benedetta, a goder con me per sempre; oppure: Vattene nell'inferno per sempre da me separata. A voi resta dunque di eleggere: o il mondo o Gesù Cristo. Se eleggete il mondo, sappiate che presto o tardi ve ne pentirete; quindi pensateci bene. Nel mondo son molte le donne che si perdono; nei monasteri quelle che si perdono sono rare. Voi raccomandatevi al crocifisso ed a Maria Santissima, affinché vi facciano eleggere il meglio per la vostra salvezza eterna. Se volete farvi religiosa, impegnatevi anche a farvi santa: perché se pensate di vivere nel monastero in maniera rilassata ed imperfetta, come vivono alcune monache, non serve l'entrarvi; poiché vi farete una vita infelice, ed infelice sarà anche la vostra morte. Se poi ripugnate di chiudervi in un monastero, io non posso consigliarvi lo stato matrimoniale; mentre s. Paolo a nessuno lo consiglia, fuorché in caso di mera necessità, la quale spero non esservi per voi; almeno restatevi in casa vostra ed ivi procurate di farvi santa. Per nove giorni vi chiedo di pregare Nostro Signor Gesù Cristo di darvi luce e forza per eleggere quello stato che per voi è migliore per salvarvi. Pregate anche la Madonna di ottenetevi questa grazia con la sua potente intercessione.

venerdì 25 marzo 2016

Meditazioni sulla Passione du Gesù

Chi desidera ascoltare alcune meditazioni di Sant'Alfonso sulla Passione di Cristo può cliccare qui.

domenica 28 febbraio 2016

Diventare suora

Riporto alcuni brani di un interessante scritto di Sant'Alfonso Maria de Liguori intitolato "Discorso familiare ad una fanciulla che prende l'abito di monaca". Preciso solamente che per agevolare la lettura ho tradotto i termini desueti e ho eseguito alcuni piccoli ritocchi. Ne consiglio la lettura a tutte quelle ragazze che sono indecise sullo stato di vita da eleggere.

Devota donzella, di questa giornata in cui avete la sorte di sposarvi con Gesù Cristo, dovete avere una continua memoria per ringraziarlo sempre di questo favore così grande. Non pensate che Gesù Cristo debba esservi debitore perché voi lasciate il mondo per suo amore; siete voi che dovete conservargli una gratitudine eterna, per la grazia che egli vi fa di chiamarvi a lasciare il mondo.

Voi oggi lasciate il mondo: credete forse di lasciare qualche gran cosa? Che cosa è mai questo mondo? terra di spine, di lacrime e di dolori. Promette grandi cose il mondo ai suoi seguaci; spassi, gioie e pace: ma tutto poi si riduce ad inganni, amarezze e vanità. Le stesse ricchezze, onori e spassi mondani diventano alla fine pena e lutto: Extrema gaudii luctus occupat. E Dio faccia che per tanti accecati che amano il mondo questo lutto non diventi eterno; poiché in mezzo al mondo i pericoli sono molti, sono grandi e sono inevitabili, di perdere l'anima, il paradiso e Dio.

Povere quelle fanciulle che, ingannate dalle false promesse del mondo, lasciano Gesù Cristo e vanno al secolo! Sperano di trovare ivi piaceri e gioie, ma povere! dico, perché poi non vi trovano altro che fiele e spine, come dimostra l'esperienza. [...] Domandate, domandate a tutte le maritate, se ne trovate una contenta. Io per conto mio, a quante l'ho domandato, tutte le ho trovate scontente e piene di guai. Al contrario domandate a quelle monache che han lasciato il mondo per Dio e non vogliono altro che Dio, se vivono contente del loro stato; e vi risponderanno che ringraziano sempre il Signore di averle ritirate dal mondo.

[…] Insomma, se voi foste rimasta nel mondo, quale altro sposo più grande potevate sperare che un cavaliere, un titolato, un monarca di qualche regno? Ma ora prendete per sposo il re del cielo e di tutti i regni della terra. Quante vergini sante hanno rinunziato alle nozze dei primi signori della terra per essere spose di Gesù Cristo!

[…] Lasciate, figliuola mia, lasciate a quelle giovani che amano il mondo tutti i loro spassi, vanità, belle vesti, commedie, banchetti e festini, e godetevi voi Gesù Cristo. Egli nella vostra cella vi terrà più contenta che tutti i piaceri, gli sfarzi e le ricchezze che possiedono le regine della terra. Ivi nella vostra solitaria cella godrete un paradiso ed una continua pace. Se amate Gesù Cristo, amerete la solitudine che troverete nella vostra cella. In essa il vostro crocifisso sposo vi parlerà familiarmente al cuore; da quella croce vi manderà raggi di luce alla mente e saette infiammate di santo amore al cuore. E voi da sola a solo nella vostra cella gli paleserete l'affetto che gli portate, gli farete continuamente offerte di voi stessa e di tutte le cose vostre; gli chiederete le grazie di cui avete bisogno; gli comunicherete le vostre angustie, i timori che vi affliggono; ed egli vi consolerà. Non dubitate che lo sposo divino vi consolerà sempre in vita e maggiormente poi vi consolerà nell'ora della morte […].

Ho detto che le religiose che si son date tutte a Dio godono una continua pace; ciò s'intende di quella pace che può godersi in questa terra, che si chiama valle di lacrime. In cielo Dio ci prepara la pace perfetta e piena, esente da ogni travaglio. Questa terra al contrario è luogo per noi di meriti; e perciò è luogo di patimenti, ove col patire si acquistano le gioie del paradiso.

Tanto più che lo sposo che voi, donzella, questa mattina vi prendete, sebbene è il più nobile, il più ricco, il più grande che potete avere, nondimeno si chiama ed è sposo di sangue […] il quale ha sparso tutto il sangue a causa di flagelli, di spine e di chiodi, per salvare l'anima vostra e di tutti gli uomini. Ecco che vi va innanzi l'amante Gesù e vi chiama a seguirlo da sposa. Miratelo dunque come va: non va coronato di fiori, ma di spine; non va vestito di oro e di gemme, ma di sangue e di piaghe: guardate poi il trono regale ove giace, il quale non è che una dura croce, dove agonizza e dove in un mar di dolori e di ignominie muore per vostro amore.

[…] Vi prego poi, per quando avrete preso il santo abito, a rinnovare ogni giorno la promessa che avete fatta a Gesù Cristo di essere fedele. L'amore e la fedeltà sono i pregi primari di una sposa. A questo fine sappiate che poi vi sarà dato l'anello, in segno della fedeltà che dovete osservare del vostro amore che avete promesso a Gesù Cristo. Ma per esser fedele non vi fidate della vostra promessa; è necessario che sempre preghiate Gesù Cristo e la sua santa Madre che vi ottengano la santa perseveranza; e procurate di avere una gran confidenza nell'intercessione di Maria che si chiama la madre della perseveranza. E se vi sentirete raffreddata nel divino amore e tirata ad amare qualche oggetto che non è Dio, ricordatevi di quest'altro mio avvertimento; allora, affinché non vi abbandoniate alla tiepidezza o all'affetto delle cose terrene, dite così a voi stessa: E perché mai ho lasciato il mondo, la mia casa ed i miei parenti? forse per dannarmi? Questo pensiero rinvigoriva s. Bernardo a riprendere la via della perfezione quando si sentiva intiepidito […]. Ma bisogna che io termini di parlare, mentre me lo comanda il vostro sposo, che ha premura di vedervi presto entrata nella sua casa. Ecco, mirate da qui con quanto giubilo vi aspetta e uditelo con quanto affetto vi chiama, affinché presto entriate in questo suo palazzo regale, quale appunto è questo monastero. Andate dunque ed entrate allegramente, mentre l'accoglienza che stamattina vi sarà fatta dal vostro sposo, nel ricevervi in questa sua casa, vi è come una caparra dell'accoglienza ch'egli vi farà in vostra morte quando vi riceverà nel suo regno del paradiso.

giovedì 21 gennaio 2016

Diventare eremita

Pubblico l'intervista a una ragazza che mi ha confidato che desidera diventare eremita.


D.: I mondani pensano che la vita eremitica non serva a nulla, e sia scelta da persone asociali che non sanno vivere in società. Puoi spiegarci qual è lo scopo della vita eremitica?

R.: La vocazione eremitica fa parte di quelle chiamate ad una vita contemplativa che non possono essere qualificate attraverso la categoria dell’utilità. Per questo motivo non solo le persone non credenti, ma spesso anche tante di quelle credenti, fanno fatica a comprenderne il senso, poiché essa non esprime un ministero materiale all’interno della comunità sia ecclesiastica sia sociale. Tuttavia l’eremita non è una persona asociale che desidera fuggire dalla società e dalla vita insieme con gli altri uomini, ma è una persona che riceve da parte del Signore una chiamata particolare a vivere nel silenzio e nella solitudine una più profonda comunione con Lui, rendendosi più vicino ai fratelli attraverso la sua vita di preghiera e totale consacrazione al Signore. Ogni vocazione è un dono, ed è un dono per la persona che la riceve e per tutta l’umanità. Lo scopo della vita eremitica è dunque duplice: dedicarsi esclusivamente alla ricerca del Volto di Dio attraverso una vita semplice di silenzio e solitudine, lavoro e preghiera; intercedere attraverso la consacrazione della propria vita, in unione al sacrificio di Cristo, per l’umanità intera.


D.: Come viene vissuta la giornata-tipo dell’eremita?

R.: La giornata-tipo dell’eremita è trascorsa per la quasi totalità del tempo nel silenzio e nella solitudine all’interno dell’eremo. Qui l’eremita prega e lavora, e accoglie quanti si rivolgono a lui per vivere un momento di preghiera nella solitudine o per ricevere una parola di consiglio. Non esistono degli orari rigidi attraverso i quali si possa delineare la giornata-tipo perché la vocazione eremitica è strettamente personale e ogni eremita discerne insieme al suo direttore spirituale e al vescovo che l’accoglie come strutturare la sua vita, spesso con una regola ma senza una eccessiva rigidità. Possiamo comunque dire qualcosa di più approfondito circa la preghiera, il lavoro e l’accoglienza. Generalmente alla preghiera è dedicato il più ampio spazio nella giornata eremitica. La maggior pare degli eremiti prega la Liturgia delle Ore e dedica ampio spazio alla preghiera silenziosa come la lectio divina, l’orazione e l’adorazione. Il lavoro dell’eremita deve essere compatibile con la sua vocazione, quindi un lavoro che consenta di non allontanarsi dall’eremo e che possa essere svolto nella solitudine e nel silenzio. Vengono privilegiati i lavori manuali quali pittura o scrittura di icone, ricamo, lavoro della terra, qualche lavoretto redazionale fatto al computer e poi consegnato tramite posta elettronica. L’accoglienza è forse il punto in cui si trovano le maggiori differenze: ci sono eremiti che accolgono ogni giorno per qualche ora; altri che scelgono di incontrare più raramente i visitatori; altri che, vivendo in strutture molto grandi, mettono degli spazi a disposizione di chi voglia trascorrere dei periodi di ritiro, naturalmente senza interferire con la vita dell’eremo.


D.: Come si diventa eremita diocesano?

R.: La vita dell’eremita diocesano è regolata dal Codice di Diritto Canonico al §2 del can. 603 (LEV), che qui riportiamo per intero:

Can. 603 - §1. Oltre agli istituti di vita consacrata, la Chiesa riconosce la vita eremitica o anacoretica con la quale i fedeli, in una più rigorosa separazione dal mondo, nel silenzio della solitudine, nella assidua preghiera e penitenza, dedicano la propria vita alla lode di Dio e alla salvezza del mondo.

§2. L’eremita è riconosciuto dal diritto come dedicato a Dio nella vita consacrata se professa pubblicamente i tre consigli evangelici, confermandoli con voto o con altro vincolo sacro, nelle mani del vescovo diocesano e sotto la sua guida osserva il programma di vita che gli è propria.

L’eremita diocesano ha dunque come suo legittimo superiore il vescovo della diocesi in cui viene accolto. Per questo, dopo un cammino di discernimento spirituale con una guida e dopo una prima esperienza di almeno qualche settimana di vita eremitica, l’aspirante eremita si rivolge al vescovo della diocesi in cui vorrebbe vivere presentando con semplicità e chiarezza il suo progetto di vita. Sarà il vescovo poi a decidere se accogliere o meno questa forma di vita nella sua diocesi. Nel caso in cui non venga accolto, l’eremita può rivolgersi a qualsiasi altra diocesi. Nel caso invece in cui venga accolto, insieme al vescovo decide in quale luogo andare a vivere e concorda le tappe e i tempi del percorso di consacrazione e prima di pronunciare i voti, nella preghiera e con l’esperienza di vita, scrive la regola che dovrà essere approvata dal vescovo.


D.: Come fanno gli eremiti a sostenersi economicamente?

R.: Non facendo parte di una comunità religiosa, l’eremita deve provvedere da solo al suo sostentamento. La vita eremitica è una vita semplice e sobria, sono tanti gli eremiti che affermano di vivere con circa 200 euro al mese. Alcuni fanno dei lavori manuali che vendono, altri lavorano la terra e si nutrono del lavoro delle proprie mani, altri ancora (la maggior parte) si affidano totalmente o quasi alla Provvidenza, che non fa loro mancare il necessario.


D.: La vocazione eremitica è ancora di attualità, oppure sta scomparendo?

R.: La vocazione eremitica è una delle vocazioni più antiche che la Chiesa conosca. In alcuni periodi è stata più in auge, in altri è quasi scomparsa. Attualmente ci troviamo in un momento di fioritura e nuova diffusione di questa forma di vita che già dagli anni ’50-’60 del secolo scorso ha visto una forte ripresa e con il riconoscimento nel Codice di Diritto Canonico del 1983 ha ricevuto un'agevolazione e una maggiore tutela per la concreta attuazione.


D.: Che cos’è che affascina tanto della vita eremitica?

R.: Senza dubbio della vocazione eremitica ciò che colpisce è la radicalità, la testimonianza di una vita esclusivamente dedicata a Dio. Questo è un primo aspetto che spaventa ma che allo stesso tempo attira in una società che cammina in senso contrario a questo tipo di scelta, in una società in cui sembra sempre più che l’identità della persona sia definita da ciò che si possiede piuttosto che da ciò che si è nel profondo del proprio cuore, da cui spesso si cerca di scappare. La vita eremitica fa proprio l’opposto: la sua semplicità e il suo silenzio spogliano pian piano il cuore e lo rendono libero e accogliente per essere incontrato da Dio, per essere colmato dal Suo amore, per scoprire in questo amore l’unica sorgente e l’unico cibo della propria vita. Un altro aspetto che attira della vita eremitica è la sua povertà, non tanto quella materiale, quanto quella interiore: lasciare tutto e affidarsi totalmente al Padre, come Gesù nel deserto, confidare solo in Lui e rimettere nelle Sue mani la propria vita. Un ultimo aspetto che affascina della vita eremitica è la pace e la serenità d’animo che colmano profondamente il cuore dell’eremita e attirano tante persone a pregare con lui o a chiedere una sua parola di conforto, di consiglio, nella ricerca di quella stessa pace e gioia per cui tutti siamo stati creati e alla quale tutti aneliamo, verso la quale molti sperano di trovare la strada con l’aiuto di chi sembra averla già raggiunta o, quantomeno, vi è da lungo tempo incamminato.

domenica 27 dicembre 2015

Scrivere alle suore di clausura

Le ragazze (dai 18 ai 38 anni) desiderose di approfondire la conoscenza della vita monastica nella spiritualità carmelitana, possono chiedere informazioni alle Carmelitane di Cerreto di Sorano scrivendo all'indirizzo:  carmelitane@gmail.com



venerdì 4 dicembre 2015

Esercizi spirituali per donne

Ecco le prossime date degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di  Loyola organizzati dai Sacerdoti dell'Istituto del Verbo Incarnato in collaborazione con le Suore Servidoras.



2016

GENNAIO: Salbato 2 a Mercoledì 6   (Tuscania - Lazio) 
APRILE: Giovedì 21 a Lunedì 25   (Tuscania - Lazio) 
GIUGNO: Mercoledì 1 a Domenica 5    (Tuscania - Lazio) 
GIUGNO: Data a da confermare    (Monreale - Sicilia)
LUGLIO: da Giovedì 7 a Domenica 10    (Conversano - Puglia)
AGOSTO: (dopo le Giornate di Formazione)    (Tuscania - Lazio) 


Ricordo che possono partecipare persone di tutte le età, ma sono particolarmente consigliabili a coloro che non hanno ancora eletto nessuno stato di vita. Per ricevere maggiori informazioni è possibile contattare le Suore Servidoras (le suore della foto a lato) all'indirizzo: esercizispirituali@servidoras.org

Il disporre l'anima a liberarsi dagli affetti disordinati, e poi il cercare di adempiere la divina volontà circa il modo di vivere per raggiungere lo scopo di salvare l'anima, queste cose secondo S. Ignazio sono da considerare “esercizi spirituali”.

Siate apostoli degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, fateli conoscere ai vostri parenti ed amici! Tanta gente ha cambiato vita grazie alle meditazioni fatte durante gli esercizi ignaziani, i quali durano pochi giorni, ma possono valere un'eternità.

giovedì 5 novembre 2015

Meditazioni mp3

Per scaricare gratuitamente le bellissime meditazioni di Sant'Alfonso Maria de Liguori sullo Spirito Santo nel formato audio mp3: http://mp3cristiani.altervista.org/Spirito_Santo/

domenica 18 ottobre 2015

Non voglio staccarmi dalla Croce

Lettera di una ragazza attratta alla vita monastica.

Caro D.,
            grazie per le tue parole piene di speranza e consolazione! Il Signore ha ascoltato le mie sofferenze riconciliandomi con mia madre [...]. La mia felicita' e il mio stupore nello stesso tempo erano alle stelle!!! Si' il Signore ascolta il grido del povero e dell'oppresso. Ti dico anche che e' stato tramite la recita del Rosario che Lui mi ha dato ascolto e non smetto di ringraziarlo :) .

Purtroppo ieri sera in Cattedrale e' successa un'altra cosa che mi ha fatto veramente male: il ragazzo con il quale ci conosciamo da 3 anni e che fino al mese scorso voleva che uscissi con lui soli soletti (dicendogli sempre no), non mi ha salutato. Mia madre ovviamente uscita dalla Cattedrale voleva sapere il motivo di tanta distanza per l'ennesima volta...Ebbene si', pensavo di innamorarmi di lui ma c'era sempre qualcosa che non mi convinceva e il modo in cui mi parlava lo trovavo strano! Gli avevo anche regalato degli oggetti devozionali ma si inventava sempre scuse rimandando l'occasione di dare un'occhiata e farmi sapere cosa ne pensasse. Ho provato tanta tristezza nel constatare che i ragazzi di oggi tutto pensano tranne che amare seriamente. Anche questa sofferenza che porto nel mio cuore la offro a Lui solo e credo che Lui mi voglia ancora per se'. Lo credo per il semplice fatto che non e' per l'amore terreno che il mio cuore e' stato creato ma per Altro.

[...]

No non voglio staccarmi dalla Croce che Lui ha preparato per me altrimenti la vita non avrebbe un vero senso.

Grazie ancora per le tue parole e la tua preghiera. Prego anche per te. Il cammino, anche se sembra lungo e infinito, e' breve.

Siano Lodati Gesu' e Maria!

venerdì 19 giugno 2015

Trascorrere le vacanze in monastero

I monasteri sono delle oasi di pace nelle quali è molto facile raccogliersi interiormente ed elevare il cuore a Dio nella meditazione e nella preghiera. Infatti molte persone decidono di trascorrere un periodo di vacanza in un monastero per poter ritemprare la propria anima. Purtroppo, non tutti i monasteri possono accogliere persone desiderose di fare un ritiro spirituale. Coloro che desiderano trascorrere alcuni giorni in un monastero possono scrivermi per richiedermi gli indirizzi delle comunità monastiche che ospitano donne (sia nubili che sposate) per ritiri spirituali. Per agevolarmi nel rispondere alle vostre numerose e-mail vi chiedo gentilmente di segnalarmi se cercate monasteri nel nord oppure nel sud Italia.  Ecco il mio indirizzo:  cordialiter@gmail.com






martedì 24 marzo 2015

Mi riempie di gioia stare con Gesù

Pubblico una breve lettera che mi ha scritto una ragazza.


Carissimo,
                     volevo aggiornarti su ciò che sto vivendo.

Frequento ancora il bellissimo monastero che mi aiuta ad innalzarmi spiritualmente ma invece che voler capire tutto e subito cosa devo fare nella vita per ora mi limito a conoscere meglio Gesù e attraverso lui il Padre. Mi riempie di gioia stare con Lui e sentirlo vicino tanto che non sento più la necessità di avere un ragazzo a fianco naturalmente c'è ancora tanto da scavare e ascoltare nel silenzio.

Per ora sto per laurearmi a breve! cerco lavoro ma non aspetto altro ogni giorno di poter stare a casa o in chiesa da sola zitta in Sua presenza, uscita da li mi sento trasfigurata e l'amore riempie i primi sguardi, le prime parole. Attendo con gioia di capire.

La pace di Dio,quella che trasforma le nostre vite, sia con te e con i lettori di questo sito.
Maranathà.

Serena giornata a tutti. 

lll

mercoledì 25 febbraio 2015

Riflettere sulla vocazione religiosa


Le donne nubili che vogliono riflettere sulla vocazione alla vita monastica
possono trascorrere dei giorni di riflessione e preghiera 
presso il Monastero delle Monache Carmelitane di Cerreto di Sorano, in provincia di Grosseto (Toscana)

Per informazioni sulla vocazione scrivere al seguente indirizzo    carmelitane@gmail.com


Giorni di Preghiera e silenzio 

Solitaria sul ciglio della via che conduce alla Vita, ti capita di sperimentare la beatitudine dei piccoli quando leggi la tua fragilità come possibilità di incontro con il Signore. Nel deserto: qui è possibile ritrovare il volto di Colui che è, nel deserto del proprio vivere la solitudine di essere ciò che siamo, quando tutto sembra starti stretto perché aneli ad altro, attendi altro. E' così importante fare silenzio per ascoltare la sua voce!! Abbassare i volumi di ogni altro parlare per comprendere la sua volontà!

Quella sete, quella fame, quel torpore dell'inafferrabile, se solo tu allarghi gli spazi dell'attesa, ti salvano dal dissetarti alle paludi di una umanità ferma e ferita nel dispiegarsi della vitalità, dall'avventarti sui bocconi a sorpresa dell'immediato, dall'addormentarti su te stesso, nell'illusione che magicamente qualcosa cambi i tuoi giorni. Sogna pure, se vuoi, ma acqua di torrente che scorre dai monti cristallina e non si ferma a te che bevi ma continua a correre per dissetarti ancora più a valle... acqua di Sorgente!